Ti piace Alessandro mentre lui sta con Vittoria e nel frattempo si pavoneggia con te. Mentre tu cerchi di evitarlo per non ficcarti nei guai, succederà che sarà lui a diventare insistente: ti corteggerà, ti invierà messaggi nel cuore della notte, ti regalerà libri sullo Yoga e ti inviterà a cena. Inizierete ad uscire insieme e la sua fidanzata Vittoria diventerà presto la tua antagonista immaginaria. Passeranno i mesi, Alessandro starà ancora con Vittoria e tu passerai dall’essere il suo “vorrei ma non posso” all’essere “dammi un pò di tempo, io voglio solo te” .
Cambieranno le stagioni, Vittoria si porterà Alessandro in barca con i suoi, a sciare a St Moritz, a scalare l’Himalaya e tu, nel frattempo, mediterai un omicidio passionale. Al ritorno dai vari viaggi di nozze, tu sarai sempre a casa ad aspettarlo e ti accontenterai di lui che, una volta tornato, vorrà trascorrere tanto tempo con te con la scusa di un viaggio di lavoro.
Partirete per il posto meno frequentato nelle vostre vicinanze, tra quattro mura di un hotel con la tappezzeria sulle pareti ti dirà ancora una volta che non può e non vuole stare senza di te ma che, allo stesso tempo, non riesce a lasciare Vittoria, che lei è una donna fragile, che il padre è malato terminale di cancro, che sua madre è depressa e che, in nome di quello che c’è stato fra loro, deve trovare un modo per non ferirla troppo.
In teoria avresti una sola possibilità: Mollarlo. Nella pratica, invece, ti inventerai una seconda alternativa: aspettare con pazienza e comprensione, facendoti leva su quegli intervalli di serenità sporadici e fugaci tra un “non mi cercare stasera, sto con lei” e un “vado in campagna dai suoi genitori, ci vediamo la settimana prossima” .
In virtù della legge della bramosia, tendiamo a volere ciò che non possiamo avere e, pur di non chinare il capo e dichiararci sconfitte, ci accontentiamo del ruolo di amanti anche quando niente ci lascia sperare che sia uno stadio temporaneo e basta.
Prima ancora di maturare la decisione di chiudere, sarà Alessandro a lasciare te. Ti dirà che non può darti quello che tu vuoi e che, dopotutto, non è convinto che Vittoria non sia la donna della sua vita, che l’ha sempre compreso, che è una di quelle donne che non ti tradirebbero mai, neanche con cento uomini in una stanza. In un quarto d’ora tu diventerai una troia che sta con uomini fidanzati e Vittoria diventerà la Vergine Maria.
Il tuo amor proprio sarà distrutto, la tua concezione dello stare insieme sarà distorta e ti ritroverai ad affrontare i postumi di una relazione pur non avendone avuta una.
Se è vero che al cuor non si comanda, è vero anche che il cervello, anche nell’oca più giuliva, è fatto per riflettere. Ogni relazione a tre, anche quella più intensa e coinvolgente, possiede dei momenti morti che, ogni donna nel ruolo di amante, dovrebbe sfruttare per mettersi a tirare le somme anzicchè contare i minuti che lui trascorre con l’altra e non con noi. Quando lui non c’è perchè sta con lei, ci si riduce a “stare male senza” prima ancora di “stare bene con” , dimenticando che una storia vera non è fatta di sofferenze e di special guest.
Non si tratta di sentimenti, non si tratta di passione: si tratta di desiderio di vittoria. Non è Alessandro che vogliamo e senza il quale non potremmo vivere. Probabilmente se lui lasciasse Vittoria per diventare il nostro fidanzato, dopo qualche mese noi inizieremmo a pensare a Giulio che sta con Lucia ma sono in crisi.
Non è per Alessandro che mandiamo in pezzi la nostra dignità, quanto piuttosto per per dimostrare a noi stesse che lui ha preferito noi ad un’altra. Che abbiamo vinto. Che a Vittoria resta soltanto in nome da vincitrice e che ora andrà a fare Yoga in India da sola e che la sua vita perfetta adesso è la tua vita perfetta.
Non è una questione di sensazioni: ognuno ha il diritto - ma soprattutto il dovere - di essere sul serio l’unica persona più importante per chi le sta accanto. Prima di essere importante per un altro, però, bisognerebbe essere importanti per se stessi, ricordandosi sempre che in amore - nel vero amore - non esistono scappatoie o seconde ipotesi o ruoli da co-protagoniste: stare insieme è un concetto che riguarda solo due persone. Il resto è un’altra cosa.