<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description></description><title>m. for mirror</title><generator>Tumblr (3.0; @mformirror)</generator><link>http://mformirror.tumblr.com/</link><item><title>Ho sempre pensato che ostentare i sentimenti ripetendo alla...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/d27013746511a8223a35c3a024d715ab/tumblr_mmu1b9uh0P1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ho sempre pensato che ostentare i sentimenti ripetendo alla pesona che hai di fronte che le vuoi bene o che la ami sia il modo più veloce per permettere a delle parole così importanti di perdere di significato. Perchè se mi dici che mi ami sempre, ogni giorno, alla fine io non ci credo più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Penso anche che lasciare che i sentimenti ci implodano dentro sia forse sbagliato allo stesso modo ed io lo faccio sempre: per insicurezza, per paura, perchè in fondo credo ci sia sempre tempo per farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così poi il tempo passa, vola via insieme alla gente che se ne va mentre io resto, al massimo vado in bagno, ma resto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo che bisognerebbe guardarsi negli occhi di più, abbracciarsi di più, sorridersi di più. Parlarsi e dirsi “non andare via”, nell’orecchio mentre nessuno può sentire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo che sono stufa di avere paura di me stessa, paura di strafare, paura di essere sempre quella troppo poco coinvolta anche se non è vero. Anzi, proprio perchè non è vero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perchè tanto puoi ragionarci sopra cento milioni di volte, essere sempre sul punto di dirlo e poi non dirlo più, sublimare gli attimi con cose futili da fare. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma un giorno o l’altro quelle paroline del cazzo usciranno fuori senza che tu te ne renda conto. Magari lui non avrà un buon profumo e appena sveglio non sarà mai stato così terribile davanti allo specchio mentre si abbottona la camicia. Ma glielo dirai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un attimo dopo ti sembrerà di aver sbagliato, vorrai nasconderti e cancellare quell’istante. Poi arriverà il tempo e ti dimostrerà che non c’è cosa più giusta che togliersi i macigni dal cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma comunque, intanto, hai ragione tu: noi due dobbiamo stringerci di più.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/50486231306</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/50486231306</guid><pubDate>Wed, 15 May 2013 11:06:00 +0200</pubDate></item><item><title>Al mattino vado a correre al parco dietro casa e mi succede...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/3468c68a908624ff264bf144b3792556/tumblr_mkqrohv3F81qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Al mattino vado a correre al parco dietro casa e mi succede questa cosa strana di pensare mentre corro e, tante volte, di prendere delle decisioni importanti. Non so se sia proprio l’atto della corsa a farmi bene o soltanto l’estraniarmi da tutto per un’oretta scarsa. E’ come pensare a tutto e a niente nello stesso istante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Correre rende importanti gli istanti. Ti da la sensazione di attraversare velocemente la tua vita e, un istante dopo, lasciartela alle spalle. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così ieri mattina, mentre correvo mi sei venuto in mente tu e la tua telefonata che conteneva ancora tante parole e tanti&lt;em&gt; insieme&lt;/em&gt; che non hanno più motivo di esistere. Ho pensato che sono stanca di dar peso ad ogni cosa come se fosse un macigno, di vivere sentendomi “speciale” solo per i miei mille problemi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono messa a pensare a quanto sia stato facile illudermi che un giorno le cose sarebbero andate diversamente, alle possibilità che concedo sempre e solo agli altri e mai a me stessa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è che ogni tanto vorrei essere stanca come alla fine di una corsa. Ma mi vorrei stancare di quella stanchezza attiva che cambiare le cose e ti fa dire “&lt;em&gt;Ora si fa come dico io o niente&lt;/em&gt;” .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Conosco un’unica definizione della parola insieme. Ne esistono tantissime altre, però per me Insieme vuol dire &lt;em&gt;io e te&lt;/em&gt;. Insieme è una parola forte che, solo a dirla, ci vuole forza e convinzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri, mentre finivo di correre, all’uscita del parco ho visto la statua di questa foto qui in alto. Ogni mattina sembra sempre come se la vedessi per la prima volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come sempre l’ho fissata per un po’ e, mentre ti pensavo ancora andavo via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Momenti che ti insegnano ad accettare che ci sono cose create per stare insieme ed altre invece no. Come noi due.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/47118778206</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/47118778206</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2013 19:38:00 +0200</pubDate><category>insieme</category><category>marinai d'italia</category><category>abbraccio</category><category>scultura</category><category>relazioni</category><category>rapporti</category></item><item><title>Non ho mai saputo cucinare. Sono cresciuta con una nonna con le...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/2fb523386197aef2452567a66c485fb1/tumblr_mkcbg0mEbG1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Non ho mai saputo cucinare. Sono cresciuta con una nonna con le mani di fata e ho fatto fatica, quando lei è venuta a mancare, ad abituarmi ai fornelli di mia madre a cui non è mai piaciuta l’arte delle cose buone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato a cucinare presto, avevo forse undici anni e mi ricordo le mie prime esperienze come delle battaglie tra me, le stovoglie sporche e i fallimenti. Ho incendiato pentole, bruciato sughi pronti, fatto carbonizzare focacce, impastato un panettone sul marmo credendo che il procedimento fosse il medesimo della pizza. Insomma sono andata avanti per tentativi ed errori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con gli anni ho imparato a correggermi, non ha fare tutto perfettamente perchè quello è impossibile. Adesso mi cimento meno spesso perchè non ho tempo e perchè non voglio che gli altri si aspettino grandi cose da me e dalle mie pentole. Molto probabilmente neanche io voglio aspettarmi grandi cose da me e dalle mie pentole perchè altrimenti poi finisce che, mi faccio prendere dall’ansia, cucino male e mi auto deludo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ un po’ come succede con le persone. Sono sempre stata la campionessa delle infatuazioni per le persone sbagliate. Le individuavo, le lasciavo avvicinare e succedeva che scrivevo scrivevo e scrivevo ancora e, mentre le parole uscivano dalle mie mani, diventavano aspettative. Un attimo dopo quelle persone meravigliose diventavano pessime ed io restavo senza parole perchè mi toccava cancellare quelle vecchie e stavo troppo male per scrivere ancora. Ed il dramma è che cancelli le parole ma le delusioni restano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riflettevo su come sarebbe bello arrivare un giorno a comportarmi con le persone come mi comporto con i dolci mentre sono in forno: far finta di non aspettare che sia pronto per vedere com’è. Quindi a non scrivere, a non aspettarmi che loro mi deludano ma nemmeno che loro non lo facciano. A fare a meno di loro ma , allo stesso tempo, a non chiudermi a riccio per paura che mi feriscano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per adesso so che alcune di loro ci sono e ci saranno sempre, pronte a dirmi &lt;em&gt;eccomi&lt;/em&gt; anche quando non glielo chiederò. Per loro cucinerò dolci di nascosto, senza che loro se lo aspettino. E anche se mi capiterà qualche volta di usare ancora il sale al posto dello zucchero, ci rideremo su e usciremo a mangiare un gelato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perchè è vero che, quando vanno via le parole ,le delusioni restano. Ma restano anche gli &lt;strong&gt;amici&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/46453054403</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/46453054403</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2013 23:21:36 +0100</pubDate><category>cucinare</category><category>amicizia</category><category>rapporti</category><category>delusioni</category><category>aspettative</category></item><item><title>Il mondo tecnologico ci ha regalato la possibilità di scegliere...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/628acd78153fb621ab7a08a1e7566430/tumblr_mjxhl4aOv21qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il mondo tecnologico ci ha regalato la possibilità di scegliere e conservare tra i ricordi, quelli più belli che abbiamo nella nostra memoria. Salviamo le immagini migliori, scartiamo quello che ci mette in imbarazzo, ritocchiamo l’esposizione e facciamo brillare i colori che preferiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo a quanto sarebbe bello se fosse davvero così, se fosse possibile avere solo mucchi di ricordi belli agli angoli dei pensieri fatti di risa e di gialli accesi, di abbracci e di cieli azzurri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimamente mi capita di fare i conti con un’adolescenza che sembra non essere mai finita. Non mi sono mai sbarazzata di certe immagini ma, anzi , le ho accumulate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho un mucchio di passato che, come per tutti, ha dato origine a quello che oggi sono io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre scelto gli uomini sbagliati e spesso, tra quelli sbagliati, mi sono accontentata dei peggiori. Ho sempre avuto amiche-nemiche e spesso ho avuto talmente paura di essere abbandonata, che ho finito per credere che l’una e l’altra dovessero convivere nella stessa persona. Ho talmente avuto bisogno di un rapporto con mia madre che, alla fine, ho finto di essere stata io a non averlo voluto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho talmente avuto paura di non essere accettata dagli altri che, alla fine , ho recitato talmente bene da far credere di essere io a non volere la loro vicinanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi porto ancora dietro certe immagini e, di conseguenza, certi atteggiamenti e mi piacerebbe oggi avere la possibilità di spiegare il perchè attraverso le fotografie di certe assenze, di certe presenze sbagliate, di un’adolescenza trascorsa dentro a un diario pieno di segreti e di “&lt;em&gt;vorrei che loro mi vedessero&lt;/em&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Penso a tutte queste cose e penso a quanto mi fanno male e così, alla fine, per stare meno male decido che, la mia vecchia macchina fotografica gialla me la tengo chiusa nel cassetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capisce solo chi vuol capire, vede solo chi vuol vedere e &lt;strong&gt;Mi&lt;/strong&gt; vede solo chi si ferma a &lt;strong&gt;guardarmi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/45785181394</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/45785181394</guid><pubDate>Tue, 19 Mar 2013 23:10:00 +0100</pubDate><category>paura di non essere accettati</category><category>disadattata</category><category>solitudine</category><category>ricordi</category></item><item><title>Tra le tante regole tacite che regolano i rapporti umani...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/369b42cbbdd98ad20dc58a0589d81234/tumblr_mjmgmtLT1b1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Tra le tante regole tacite che regolano i rapporti umani c’è questa qui che dice che più spazio dai a qualcuno, più questo signor qualcuno ne prende. Più spazio prende, più possibilità esistono affinchè lui calpesti i tuoi sentimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si potessero prevedere le azioni delle persone, l’andamento di un rapporto e la sensibilità di chi hai di fronte, il problema sarebbe risolto. Ma purtroppo non va così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi viene da pensare a quando viene qualcuno a trovarti in una casa in cui ti sei appena trasferito. Lo puoi mica lasciare nel corridoio e farlo stare immobile tra i pilastri? Se poi vuole vedere il resto della casa? Se ha bisogno della toilette?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Succede che, per senso dell’ospitalità o per autocompiacimento, tendi a metterlo a suo agio e cancelli dal tuo cervello le possibilità negative che questa cosa del fai-come-fossi-a-casa-tua implica. Non puoi però nemmeno stargli dietro con la paura che inciampi in qualcosa che hai lasciato in giro. Perchè diventerebbe impossibile da gestire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi poi ho capito che si potrebbe risolvere questa cosa andando a monte del problema e cioè ponendo delle barriere, dei pilastri, chiudendo le porte a chiave e lasciando aperte solo quelle in cui, se poi lui dovesse essere invadente, non potrebbe imbattersi in niente di troppo delicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verità, però, è che io e l’equilibrio nei rapporti non siamo mai stati grandi alleati. Io sono quella del tutto o niente. Delle porte spalancate o dei muri di cemento armato. Dei grandi silenzi o delle notti al telefono. Sono quella che non te lo dice ma che ti mette in condizione di distruggerle tutta la casa perchè sa o ingenuamente spera che tu non lo farai. Se poi lo fai, stop. Fuori e non farti vedere mai più. Casa distrutta e solitudine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi poi le possibilità per non soffrire per i cocci rotti si riducono a due: non fare più entrare nessuno o andare io a trovare gli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perchè tanto io, a restare in equilibrio per non oltrepassare i limiti degli altri, sono sempre stata maestra.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/45300751611</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/45300751611</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2013 00:16:05 +0100</pubDate></item><item><title>E non imparo mai perché forse non studio abbastanza. E non...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/a1817cb4543f23560cc82edf69aad95d/tumblr_mjgs28jGpz1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;E non imparo mai perché forse non studio abbastanza. E non imparo mai a vincere, a lasciare stare, a non vedere, a non sentire, a non soffrire. &lt;br/&gt; Che non imparo mai ad andare via per prima, a non aspettare, a soffocare le aspettative. Mi sembrano tutti uguali e poi tutti diversi, hanno facce nuove ma parlano le stesse parole con un tono diverso e allora mi illudo che andrà in un altro modo. &lt;br/&gt; C’e’ Che non mi abituo mai ad essere sempre io quella pesante, quella severa, quella che vive dietro un muro alto e spesso, che non ha sentimenti morbidi, che non abbraccia mai e non dice mai ti voglio bene. Sono quella che si arrabbia e alza la voce o quella dei silenzi di settimane. Sono difficile, ho troppa intransigenza, troppi paletti, troppe congetture, troppa poca impulsività. Ricevo e non do e non so dire, non so chiamare, non so porgere l’altra guancia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non imparo mai a decifrare gli attimi, a rendermi conto delle cose quando stanno avvenendo. Non ho abbastanza lucidità e cinismo per andare via prima di ascoltare di nuovo le stesse cose. &lt;br/&gt; Lascio che siano gli altri a giudicarmi, a scegliere, ad abbandonarmi dopo aver capito e io, che non capisco mai, resto. &lt;br/&gt; Resto a guardare, resto a contemplare di non esistere più, di essere già in quel luogo in cui ci metti le certezze: quelle persone che “tutto sommato” restano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi ricordo quante sono le possibilità che ho concesso e non so neanche quante altre sono quelle ancora da dare nascoste nei miei armadi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma so che, tra le certezze, non ci so più stare.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/45056497673</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/45056497673</guid><pubDate>Sun, 10 Mar 2013 22:37:00 +0100</pubDate><category>rapporti</category><category>amicizia</category><category>delusione</category></item><item><title>Il tempo scorre inesorabile. Lavoro tanto, scrivo pochissimo e...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/934eef32736866e27489ece80719ebe9/tumblr_mj5uaxo4cx1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il tempo scorre inesorabile. Lavoro tanto, scrivo pochissimo e come sempre ho la testa piena di pensieri. Ho lasciato di nuovo andare la mia vita nella prima direzione utile. Sta facendo di testa sua ma sono certa che prima o poi tornerà indietro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho qualche corteggiatore qua e la che mi manda messaggi che mi fanno sorridere anche se me ne dimentico subito. Sono uscita a cena con una persona carina, ha cercato di baciarmi ma le mie labbra si sono serrate e non lo so perchè.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sempre stanca, in questi giorni di finta primavera vorrei dormire e non ho voglia di nulla, nemmeno di fare shopping anche se, a dire il vero, un paio di Prada nuove le comprerei volentieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho deciso di andare in palestra però il solo sforzo fisico di raggiungerla per iscrivermi mi sembra la scalata di un monte altissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al mattino anche Paolo Fox non mi da speranze e dice che questo è un mese difficile ma io vorrei dire a Paolo Fox che non ho mesi facili da quando sono nata nel segno del Toro. Sono certa che se anche qualcuno mi prestasse il Sagittario sarebbe lo stesso e quindi mi tengo il Toro e amen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho preso una sbandata per un uomo (gay) sbagliato ma ormai anche la mia meraviglia non si smuove più. Anche lei pensa che ogni cosa che accade sia solo una trama nuova ad aggiungere alle mie storie impossibili. Quelle che a volte succedono solo nella mia testa e anche quelle che , invece, succedono sulle mie labba una sera con la musica alta e tante luci colorate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho capito che la mia vita sta prendendo una piega nuova ma faccio finta di niente. Non so dove sto andando ma vorrei, se non chiedo troppo, che qualcuno mi desse solo un cenno. Così, senza impegno, per farmi capire se la direzione è quella giusta, se non sto facendo giri a vuoto, se non sto facendo sacrifici a vuoto, se non sto lavorando come una matta a vuoto, se non sto trascurando i miei pensieri a vuoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se, alla fine di questo tunnel caotico ho anche io quello &lt;em&gt;giusto&lt;/em&gt; che mi aspetta.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/44575666856</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/44575666856</guid><pubDate>Tue, 05 Mar 2013 00:52:09 +0100</pubDate><category>confusione</category><category>flirt</category><category>gay</category><category>amore</category><category>lavoro</category><category>paolo fox</category><category>oroscopo</category></item><item><title>Negli anni in cui le mie coetanee erano alle prese con i primi...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/e813e29330f4624a2b2de2a334f509b6/tumblr_mhszaj0Dc71qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Negli anni in cui le mie coetanee erano alle prese con i primi amori, io mi sono ritrovata a fare i conti con i primi portatori insani di indifferenza. Probabilmente anche le mie amiche ma, si sa, ognuno pensa a se e le  sventure che capitano a noi sembrano sempre più sventure di quelle degli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo sia stata quella la genesi delle mie insicurezze e, di lì, del mio bisogno di conferme. Mi sono sempre dannata e, come un cane che si morde la coda, mi tuffavo negli occhi sbagliati che mi sembravano mari azzurri immensi ed invece erano piscine vuote.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi succede di trovarmi uomini davanti e di accennare un sorriso soltanto per un riscontro, per vedere se ha capito che esisto, se vado bene. Solo per premere quel pulsante che poi attiva il meccanismo della conoscenza, della curiosità, del quanti anni hai, che musica ascolti, che buon profumo, ti va un cinema una sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerco me stessa nei suoi occhi ed ho sempre il terrore di rivedere la stessa indifferenza di quella volta che lui, all’uscita di scuola, mentre gli andavo in contro ha cambiato direzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerco attenzioni anche solo per un istante, sguardi su di me anche solo per un momento che diventerebbe infinito perchè per me avrebbe un valore diverso. Solo quando quell’istante passa, mi rendo conto che quello che arriva dall’altra parte è un messaggio distorto o spesso è un messaggio senza nessun contenuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo so anche io che quegli sguardi in fondo non hanno nessun valore e so anche che mi convinco di averne bisogno e invece non è così. Perchè nel momento stesso in cui , poi, quegli sguardi diventano miei , io vorrei già essere da un’altra parte. Quindi poi mi metto a correre e mi affanno a cercare spiegazioni da dare, scuse da giocarmi per non sembrare quella cinica, per non essere quella che andava bene e poi è diventata quella che non era ciò che sembrava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Faccio continuamente giochi ed i peggiori sono quelli in cui fingo di cercare di piacere agli altri quando alla fine, la verità, è che vorrei piacere solo a me stessa.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/42428943011</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/42428943011</guid><pubDate>Wed, 06 Feb 2013 15:37:00 +0100</pubDate><category>insicurezza</category><category>indifferenza</category><category>piacere</category><category>piacersi</category><category>adolescenza</category></item><item><title>Che io lo so che è la domenica il giorno della positività....</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/ed464bd6b1422ba8226f4efef0469cff/tumblr_mhqtbaY99L1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Che io lo so che è la domenica il giorno della positività. Perché qualcuno ha deciso che sia un giorno in cui bisogna mettere il cinismo da parte, fare colazione e riaddormentarsi subito dopo, essere positivi per almeno ventiquattro ore. Insomma, il calendario dice che e’ domenica ed io posso pensare alle mie cose senza imprecare e senza disperarmi. Pero’ se, per esempio e’ martedì, in cui nessuno ha deciso niente, devo accollarmi le mie rogne e basta. Col cruccio.&lt;br/&gt;
Da piccola , quando incontravo qualcuno di noioso, fingevo di non ricordarmene il nome, di non ricordarmi proprio niente di lui. Così lui tentava di spiegarmelo di nuovo ed io ascoltavo e, per tutto il tempo, speravo che prima o poi mi avrebbe detto qualcosa di nuovo. In effetti credo che fosse il mio modo di concedere una seconda possibilità. Di dirgli  “Ti prego, dì qualcosa e fammi ricredere”. E funzionava sempre. &lt;br/&gt;
Crescendo, poi, ho imparato a farlo non solo con le persone. &lt;br/&gt;
Ci sono giorni che si chiamano martedì ma potrebbero chiamarsi Guerre e reggere benissimo la concorrenza. Che ti senti stanca ancor prima di iniziare, che c’e’ una stanza bianca e un lettino di pelle dall’altra parte della città e tante veline da riempire di lacrime e passato. Che hai bollette attaccate al frigo, una colazione triste, un pugno nello stomaco e uno specchio che ti urla ancora “No”. &lt;br/&gt;
Ti resta poco da pensare, devi fare tutto e senza pensarci più di tanto. &lt;br/&gt;
Però che succede se ti metti a giocare e cambi l’ordine della positività prendendola dalla domenica e portandola al martedì? Cosa succede se fai la tua colazione triste pensando che sia per una giusta causa? Se attraversi Milano e vai dalla dottoressa pensando che, costringersi ad andare da un dottore, voglia dire avvicinarsi alla tua felicità e non solo raccontarsi piangendo? Che cosa succede se, invece che imprecare contro un martedì, inizi a sfidarlo per vedere se riesce a farsi domenica?&lt;br/&gt;
Succede che all’improvviso ti ricordi quella storia che le cose belle del mondo,oltre a quelle nel tuo armadio, sono fuori dalla porta di casa e che se non esci fuori non le vedrai mai. Quindi il tuo sarà pure un gioco peró, ad un certo punto, anche se smetti di impegnarti e non fai nulla per farle succedere, quelle cose belle succedono da sole, per strada, all’uscita della farmacia, sul tuo telefono mentre cerchi il numero del dottore e, mentre pensavi che aveva smesso di interessarti, sorridi. Si, perché è di nuovo domenica.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/42346503248</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/42346503248</guid><pubDate>Tue, 05 Feb 2013 11:33:10 +0100</pubDate><category>positività</category><category>martedì</category><category>domenica</category><category>psicologo</category></item><item><title>C’era questa ragazza in metro stamattina con un cappotto senape...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/afa012f614f4c53299de4eccc6998b0f/tumblr_mhby3vCv8t1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;C’era questa ragazza in metro stamattina con un cappotto senape e l’ombrello dei Looney Tunes con una sua amica. Continuavano a raccontarsi del weekend e lei col cappotto senape parlava orgogliosa del suo fidanzato, di quanto la faccia stare bene e di quanto sia vero che appena smetti di cercarlo lui, quello giusto, arriva.
Non mi piace origliare le storie delle persone in metro perche’ le loro parole non corrono mai veloci abbastanza e, ad ogni fermata, tu che ascolti hai sempre paura di dover scendere e di non poter sapere come va a finire. &lt;br/&gt;
Mi mancavano sei fermate a Crocetta e lei raccontava che la settimana scorsa ha avuto la sensazione che lui stesse per dirle “ti amo” mentre erano in auto e fuori pioveva e alla radio hanno passato la loro canzone.&lt;br/&gt;
Però forse per timidezza non gliel’ha più detto. Così la sua amica single e saggia le ha detto che se lei avesse un fidanzato e se lo amasse, ma di quell’amore che ti fa smettere di mangiare e di pensare e di sentire freddo, lei glielo direbbe. Subito.

Anche io sono single e saggia ma non la penso così, quindi fra noi due c’è qualcuna che non fa bene il suo mestiere. 

In tutta risposta all’amica, lei ha detto che non gli dice ti amo perché  vorrebbe che fosse lui il primo a farlo. &lt;br/&gt;
Non conosco il ragazzo ma qualcosa mi dice che anche lui stia aspettando la stessa cosa. Quindi adesso loro trascorrono il tempo ad aspettare che l’uno dica ti amo all’altro per primo e, nel frattempo, se lo dicono coi gesti. Si aspettano all’uscita del lavoro senza avvisare, si regalano caramelle piccole da infilare di nascosto nelle tasche dei cappotti mentre si abbracciano. Sospirano dopo un bacio, si inviano messaggini nel cuore della notte, fanno l’amore la domenica pomeriggio tutto il pomeriggio mentre fuori piove. Se ne starebbero soli a dirsi quel ti amo con i gesti per tutta la vita, aspettando con impazienza quel momento, guadagnandoselo. &lt;br/&gt;
Lei col cappotto senape non lo sa ma, in sei fermate di metro, ha spiegato a noi due single e sagge come dovrebbe essere l’amore.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/41691366380</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/41691366380</guid><pubDate>Mon, 28 Jan 2013 10:52:43 +0100</pubDate><category>amore</category><category>ti amo</category><category>fidanzamenti</category><category>metro</category><category>milano</category><category>crocetta</category></item><item><title>C’è che ho questo strano modo di fare i conti con me stessa che...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/863c2714a6274f062ef09a8f4b4392af/tumblr_mgw9f9SpJR1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;C’è che ho questo strano modo di fare i conti con me stessa che è un pò come quel brutto voto in pagella che “il prof mi odia, non è colpa mia”. Però c’è un piccolo dettaglio: il prof in questione sono io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è che ho preso questo vizio di punirmi ed è una cosa che ti prende la mano e non smetti più. Perchè ti punisci e ti puniresti sempre. Perchè quello che riesci ad immaginare e a pretendere da te stessa è sempre troppo e troppo poco. E’ sempre troppo-qualcos’altro rispetto a quello che tu sei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c’è niente di peggio che diventare la vittima e il carnefice di se stessi: non la scampi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è che ho perso il conto e non mi ricordo più quanto tempo trascorro a continuare i miei amori mai nati, a scrivere frasi che non ho avuto il coraggio di dire, a fingere di meno e vivere di più, ad alzare il telefono e dire “mamma sono ancora malata, aiutami”,  a restare invece di scappare, a provare ad essere felice invece di essere convinta di meritarmi d’essere triste. Il problema è che poi, niente, resta l’intenzione senza l’azione e immaginare senza agire vuol dire soffrire due volte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passo giornate intere a vivere la mia vita assieme alle vite che non ho vissuto, tutte nella testa, dentro agli occhi e nel cuore. Mi sembrano sempre meglio ed io sono sempre peggio di quello che avrei voluto diventare. Non so dove andare, a chi dirlo, cosa rimproverarmi, quali lacrime piangere e quali altre asciugare. Ho smesso di essere lucida e mi sono spenta ancora. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho fatto ancora i conti con me stessa, stasera che è sabato e fuori piove. Ed è successo che, mentre mi punivo, si è messo a piovere di più. E non solo fuori.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/40957344893</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/40957344893</guid><pubDate>Sat, 19 Jan 2013 23:35:00 +0100</pubDate><category>autolesionismo</category><category>despressione</category><category>solitudine</category></item><item><title>Niente, capitano periodi fatti di quelle cose strane che...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/8a8167c90fd2dfd56994978948b9a6b2/tumblr_mgu7xqv7LD1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Niente, capitano periodi fatti di quelle cose strane che accadono senza preavviso come quando stai parlando con qualcuno e ad un tratto non ci sei più e ti perdi a guardare un punto a caso che in quel momento ti sembra una cosa interessantissima, per pochi eletti. Tipo che intorno c’e’ la fine del mondo, un cataclisma, davanti a te c’e’ il tuo capo, un cliente e tu niente: sei su marte. &lt;br/&gt;
C’e’ che la vita a volte ti fa male e non se ne accorge, ti costringe a sorridere mentre dentro piangi e ti disperi. A stare in un posto a fingere che ti vada bene mentre non va neanche male, non va e basta. Ti fa sentire sola mentre intorno hai mille persone che ti dicono mille parole e tu non le senti perché sei lì che preghi di non stare più male. Di guarire.  &lt;br/&gt;
Così ogni giorno è un viaggio in un puntino preso a caso nel vuoto, un autostop verso un posto che si chiama “Altrove”. &lt;br/&gt;
Tipo che oggi il mio altrove era un posto con la sabbia chiarissima. C’eravamo io e la mia pelle dorata e le guance un po’ rosse. Un sorriso bello e il letto disfatto. Lui da guardare con addosso solo i boxer mentre prepara la Macedonia con la cannella alle sei del pomeriggio. Le unghie senza smalto, un braccialetto di cotone di quelli dei desideri, giallo come il sole e con un desiderio nel nodino fitto fitto. I piedi nudi che lasciano i segni sul pavimento, mamma che ti sistema i capelli dietro l’orecchio e un bagnoschiuma alla vaniglia che poi, quando lui abbraccia e ti odora il collo ti dice che sai di cose buone, ma anche senza bagnoschiuma.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Niente, capitano giorni che sembrano quelle cose strane: Un attimo ti sembra infinito e un mese ti sembra un giorno. Ci sei eppure non ci sei, sorridi eppure sei triste. Sei in un posto eppure sei da lui che è cosi distante che ti fanno paura anche a dirli a voce alta, quei chilometri. &lt;br/&gt;
Sei dappertutto e da nessuna parte. Sei altrove.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/40860849081</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/40860849081</guid><pubDate>Fri, 18 Jan 2013 21:08:14 +0100</pubDate><category>sogni</category><category>vita</category><category>bagnoschiuma</category><category>estate</category><category>pause</category></item><item><title>Intorno a me c’era Napoli che sapeva di pastiera e di...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/a29884106950e8d2e93d729c52991d7a/tumblr_mg2sjf5scR1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Intorno a me c’era Napoli che sapeva di pastiera e di caffè, di quello buono che non sa di acqua però. Sapeva di tutte le cose belle e sapeva tutti i miei segreti. Sapeva che mi mancavi quando alzavo lo sguardo e fissavo la nostra terrazza e mi bruciavano gli occhi dal sole, sapeva che quattro giorni erano pochi per fare tutto, sapeva che avrei pianto mentre richiudevo le valigie prima ancora di aprirle. Sapeva che avrei detestato la mia decisione di tanto tempo fa, di andare via e di piantare in asso i miei affetti per non-so-bene-cosa-ma-ci-provo-co-sti-sogni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così dopo quattro giorni e tanta &lt;em&gt;muina&lt;/em&gt; c’ero di nuovo io con Milano che lavorava anche nel rosso del calendario, c’erano sorrisi e abbracci a mezzanotte e canzoni da cantare. Ho letto Baricco sotto al piumone e mi sono preparata un tè dolciastro per non sentire l’amaro in bocca di Napoli che sa sempre tutto ma non sa lasciarti andare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi è venuta la mancanza delle feste eppure sono già finite. Che in Campania le feste dicono famiglia e abbracci e zucchero. Dicono papà che ogni giorno porta un dolce diverso a casa. Dicono mamma che inizia ad addobbare casa il primo di Novembre. Dicono zia che mette i soldi nella tasca dei cappotti e ti dice di non dirlo agli altri anche se farà lo stesso anche con loro. Dicono lui che mi aspetta anche se non me ne accorgo. Che mi sorride ed io non sento freddo e mi scoppia il cuore. Dicono la mia migliore amica che mi prepara il tè e mi dice che dobbiamo dimagrire dopo la Befana perchè, in fondo, lei lo sa che c’ho già l’ansia anche se è ancora Santo Stefano. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io sul serio ci ho provato a cominciare quest’anno con mille cose ma l’ho iniziato pieno di assenze. &lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/39609727452</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/39609727452</guid><pubDate>Fri, 04 Jan 2013 01:40:00 +0100</pubDate><category>mancanze</category><category>napoli</category><category>milano</category><category>famiglia</category><category>feste</category><category>affetti</category></item><item><title>Poi ad un certo punto ho smesso di chiedermi se ne valesse la...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/a88384950f01ce19d15a5caef1e93d63/tumblr_mfdfvnfAZK1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Poi ad un certo punto ho smesso di chiedermi se ne valesse la pena, dando per scontato che la risposta fosse si a tutto. Così ho iniziato a comportarmi come se il mondo dovesse finire domani e io avessi solo un’ora a disposizione per dare delle dimostrazioni, rendere un’idea di me il più vicino possibile alle loro aspettative, vivere in funzione solo di quello e dimenticarmi di me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ successo che, pur di zittire il mio senso di insoddisfazione, mi sono convinta che, in realtà, fossero gli altri a non essere soddisfatti di me, fossero gli altri quelli perennemente delusi, fossero sempre gli altri quelli a pretendere da me la perfezione nei comportamenti, nei movimenti, negli sguardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così le mie parole hanno iniziato a dire sempre di si e, a volte, a non farsi dire per paura di deludere. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da piccola non amavo particolarmente i cartoni animati. Piuttosto subivo il fascino del rituale che li precedeva: pranzavo in fretta, facevo i compiti e poi, alle quattro in punto, sedermi sulla poltrona marrone in pelle mentre mia nonna mi preparava la merenda, diventava il mio trofeo, un regalo che premiava la impeccabile diligenza per aver fatto tutto quello che dovevo in maniera eccellente ed in poco tempo. Un giorno è successo che, dopo pranzo, sono arrivate delle persone a far visita a mia nonna ed io me la sono svignata non facendo i compiti. Alle quattro in punto ero sulla poltrona marrone per i cartoni, vivendo il mio rituale come una ladra, come se ci fosse qualcuno dietro la porta pronto a spedirmi in camera a fare i compiti. Invece, anche se con un pò di ritardo, ad un certo punto da quella stessa porta è entrata mia nonna con la stessa merenda di sempre tra le mani e si è venuta a sedere accanto a me chiedendomi se Sailor Moon avesse conosciuto o meno la quinta Sailor. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualunque altra bambina avrebbe goduto per il solo fatto di esser riuscita a sabotare i compiti, di averla fatta franca. Invece sentivo di aver tradito la fiducia di mia nonna, di aver fatto qualcosa che, una volta scoperto, la avrebbe delusa. Ho avuto il terrore che lei non mi volesse più bene e, il solo pensiero di non ricevere più i suoi abbracci, mi ha portato a dirle che non avevo fame e non avevo voglia di vedere i cartoni e a chiudermi a chiave in camera facendo i compiti di nascosto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi sono cresciuta e ogni tanto mi è capitato più o meno lo stesso. L’altra persona era mia madre o il mio fidanzato, talvolta era uno sconosciuto o un collega di lavoro. Per tutti i giorni della mia vita non ho fatto altro che vivere nel terrore di deludere aspettative che &lt;em&gt;pensavo &lt;/em&gt;la gente avesse nei miei confronti, dimenticandomi di scegliere a quali dare priorità, facendole diventare tutte un’unico grande impegno impellente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Probabilmente quella volta mia nonna sapeva esattamente che io non avevo fatto i compiti  ma non lo considerava un motivo per punirmi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Probabilmente anche tutte le altre volte è andata così. Ho creduto che fossero gli altri a volermi diversa, perfetta. Mia madre, il mio fidanzato, la mia migliore amica. Invece ero solo io.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/38452585991</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/38452585991</guid><pubDate>Fri, 21 Dec 2012 09:52:00 +0100</pubDate><category>infanzia</category><category>ricordi</category><category>paura di deludere</category><category>aspettative</category><category>nonna</category><category>insoddisfazione</category></item><item><title>C’è il panettiere di Corso Monforte che è l’unico portatore sano...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/78b120488f1108c2baf704b131df4c0e/tumblr_meu9vbdjh91qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;C’è il panettiere di Corso Monforte che è l’unico portatore sano rimasto al mondo di “buon umore al mattino”. Uno di solito si sveglia ed è incazzato col mondo per il solo fatto di avere qualcosa da fare che lo spinge fuori dal piumone. Lui invece sembra sveglio da tutta la vita e i suoi occhi sorridono allo stesso modo in qualsiasi momento del giorno tu decidi di andare a comprare il pane. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tu entri e lui ha sempre una parola gentile per te. La prima volta che l’ho visto era di sabato mattina e ci saranno state almeno 20 persone davanti al bancone a chiedergli il pane e la focaccia e i panini e tutte quelle cose fatte col grano e con le mani d’oro. Lui sorrideva a tutti senza mai perdere la pazienza e, anche quando non lo faceva, dai suoi occhi usciva quella luce che sempre ad un sorriso ti fa pensare. Mi ricordo che, arrivato il mio turno, mi ha detto “Ciao Occhi Belli” ed io mi sono imbarazzata come quando a scuola la maestra ti faceva i complimenti davanti a tutta la classe e tu volevi che il nero della lavagna di inghiottisse in quel preciso istante. Quel giorno ero Occhi belli, un paio di giorni dopo ero diventata Principessa e dopo qualche settimana ritornavo ad essere Occhi Belli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sta di fatto che l’altro giorno mi ha chiamata “Piccola” ed io non avrei mai immaginato che il panettiere di Corso Monforte dagli occhi felici potesse regalarmi la parola più bella del mondo. Se dovessi descrivere cosa mi è successo dentro in quel momento non ne sarei capace ma ero sul punto di piangere, tant’è che ho avuto quello strano prurito nel naso che se non vuoi piangere devi parlare altrimenti non va via e scendono le lacrime. Così gli ho chiesto il solito panino soffiato e me ne sono andata via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto è che non ho mai fatto in tempo a sentirmi piccola. Mi sono sempre lasciata distrarre da qualcosa d’importante da fare: dovevo crescere in fretta perchè dovevo capire che mia madre aveva bisogno del mio aiuto. Dovevo crescere perchè dovevo accettare di cambiare continuamente città e non avere degli amici. Dovevo essere grande e reagire senza capire a cosa. Mi ricordo delle mille persone che mi davano della anoressica e poi della bulimica e poi di nuovo della anoressica e nessuno si chiedeva il perchè. Dicevano tutti che dovevo crescere e basta, perchè non potevo fare i capricci col cibo, perchè ero grande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sentirmi dire “Piccola” mi ricorda tutte quelle volte in cui avrei venduto la mia anima al diavolo per esserlo davvero. Mi ricorda tutte quelle volte in cui io e mia madre ci urlavamo in faccia cose bruttissime ed io avrei solo voluto il suo amore 
addosso e dei biscotti preparati per dirmi “sei la mia bambina”. Mi ricorda tutte quelle volte in cui ho provato a fermare il tempo non mangiando più, tutte quelle volte in cui avrei voluto essere la cosa più piccola tra le braccia di qualcuno. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il panettiere di Corso Monforte non lo sa ma l’altro giorno, nel sacchetto del mio panino soffiato, ci ha messo dentro un pò di felicità ed io me la sono portata con me al lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Niente, era solo per dire che le parole belle regalate dagli sconosciuti sono come gli abbracci abbracci improvvisi: ti scuotono, ti imbarazzano ma ti scaldano il cuore.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/37671105187</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/37671105187</guid><pubDate>Thu, 13 Dec 2012 08:54:27 +0100</pubDate><category>piccola</category><category>crescere</category><category>abbracci</category><category>parole</category></item><item><title>Che poi, a dirla tutta, questa smania di avere ragione...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_memobq5xcT1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Che poi, a dirla tutta, questa smania di avere ragione l’ho sempre saputo da dove arrivasse. Sono sempre stata una di cui non preoccuparsi, di quelle che “ma che ragazza dolce”. Una potenziale oca giuliva con gli occhi chiari e la faccia pulita. Oltre al tempo che le persone comuni giá sprecano a cercare le chiavi nella borsa, io ne ho dovuto investire tantissimo altro a far capire alla gente che oltre alla dolcezza e un aspetto gradevole potevo avere dei contenuti, discutibili o meno ma pur sempre dei contenuti. Sgranavano gli occhi quando alzavo la voce e dimostravo di avere ragione, quando avevo una lezione da insegnare, quando capivano di avermi sottovalutata. &lt;br/&gt; Il fatto di avere ragione e’ sempre stata, oltre ad una grossa rivincita, una soddisfazione incommensurabile che raramente solo qualche tacco 15 trovato in svendita mi ha regalato. Avere ragione è soddisfacente, ti colloca sul podio degli invincibili e quando sei stata veramente brava ti fa conquistare quella vittoria che si chiama “zittire le persone”. Difficilmente la mia mente rimuove i momenti in cui ho ragione infatti potrei, andando a ritroso, descriverne tutte quante le volte e sono sicura che ricorderei anche i miei outfit. Per esempio ho avuto ragione quando ho detto che avrei cambiato città. Avevo ragione anche quando non credevo al mio primo fidanzato che diceva che non mi avrebbe mai lasciata. Quando sostenevo che lui mi tradiva nonostante mi desse della pazza. Quando sapevo che quelle scarpe mi avrebbero fatto malissimo, quando dicevo che la mia dieta avrebbe superato il mercoledì. Ho avuto ragione a pensare che gli uomini con la barba sono i miei preferiti anche se fanno male, ma fanno male anche quelli senza barba. Che essere single e liberi è spensierato, però spesso ti piacerebbe che qualcuno ti dicesse ancora sei mia. Che anche senza una laurea ci sono posti in cui puoi dimostrare che hai le palle anche se non hai un pezzo di carta. Che il succo al mirtillo ti lascia la lingua nera come il vino rosso. Che rispettare i semafori e ricordarsi di accendere le frecce alla guida è un fatto altruistico. Che un orgasmo è quel regalo che veramente pochi abili ti fanno e, purtroppo, è l’unico caso in cui solo il pensiero non basta. Che i cambiamenti veri sono quelli di cui ti accorgi quando sei già cambiata, quando qualcuno distrugge la tua torre fatta di mattoni di regole e tu glielo lasci fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche stasera ho ragione, che sono qui che penso che farmi baciare da te e poi baciarti io siano state due cazzate. Però spesso anche le cazzate hanno una ragione, la più bella, quella del cuore.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/37352589586</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/37352589586</guid><pubDate>Fri, 07 Dec 2012 10:05:10 +0100</pubDate><category>cazzate</category><category>cuore</category><category>leggerezza</category><category>ragione</category><category>mente</category></item><item><title>Andavo via e tu restavi lì, inerme e in silenzio. Mi lasciavi...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_mej694TApx1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Andavo via e tu restavi lì, inerme e in silenzio. Mi lasciavi andare ed io credevo alla favola di loro due che si separano e poi si rincontrano in quel “prima o poi perchè è destino” . Però mi lasciavi andare, intanto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Me ne sono andata e mentre andavo via facevo finta di fuggire e invece ti aspettavo come si aspetta l’estate e mi ingannavano i tuoi occhi piccoli che non si facevano dimenticare. Mi ingannavano le tue parole che erano sempre le stesse ma io ci volevo ascoltare dentro sempre un amore nuovo che poi non era amore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi esistono giorni che sono risposte anche se non hai fatto domande. Anche se non hai mai chiesto di sapere ti succede di capire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avessi avuto un cenno l’avrei colto. Mi avessi teso una mano l’avrei afferrata. Mi avessi chiesto di andare sarei venuta in capo al mondo. Ti avrei amato senza dirtelo, ti sarei stata accanto. Invece niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi esistono giorni che sono risposte ed ora ho una partenza tra le mani che è la tua e che è domani ed io non so più credere alle partenze che diventano ritorni e quindi ciao. Ti lascio il mio amore nella tasca piccola dei tuoi pantaloni che mi piacciono tanto. Quella tasca che dimentichi di avere e in cui puntualmente ritrovi quella monetina che ci avevi infilato senza farlo apposta. Un giorno io sarò quella monetina e tu amerai il mio ricordo di quell’amore che ti mette i brividi. Allora vorrai tornare e tornerai e ci ritroveremo ” in quel prima o poi perchè è destino”.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/37219938809</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/37219938809</guid><pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:00:00 +0100</pubDate><category>amore</category><category>partenze</category><category>ritorni</category><category>addii</category></item><item><title>Mi piacciono da morire le stazioni, i treni che partono e quelli...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_me8yqsD4OD1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Mi piacciono da morire le stazioni, i treni che partono e quelli che arrivano. Mi piacciono i bar con le luci calde e con i tavoli negli angoli. Mi piacciono gli appendiabiti pieni di cappotti che significano tante persone insieme, i divani nei negozi di libri. Mi piacciono i posti doppi sul tram e mi piacevano anche quelli a scuola nonostante il vicino di banco non fosse sempre una persona profumata. Mi piacciono gli armadietti attaccati fitti fitti negli spogliatoi delle palestre. Mi piacciono le sale d’attesa con tanti posti a sedere. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piacciono i luoghi e le cose fatte apposta per incontrarsi, raggiungersi, sedersi, guardarsi negli occhi e dirsi che non è ancora finita.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/36804214433</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/36804214433</guid><pubDate>Thu, 29 Nov 2012 12:32:52 +0100</pubDate><category>incontri</category><category>treni</category><category>pensieri</category></item><item><title>Si dice spesso che il sesso in un rapporto funga da collante e...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mdwy3u3I8y1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Si dice spesso che il sesso in un rapporto funga da collante e questa cosa mi ha sempre fatto pensare a due persone come ai due fermi metallici di una zip e al sesso come al tiretto che rapidamente le unisce e le separa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi urtano le definizioni. E’ un mio limite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passiamo la vita a sognare il grande amore e ad illuderci di averlo trovato ogni volta che troviamo il secondo due che, accanto al nostro, sembra restituirci il quattro come somma. Diciamo di dare la priorità ai sentimenti, di essere donne e non oggetti, di avere principi che dicono no al sesso senza coinvolgimento, di preservare il concetto di coppia come unione di due persone che si amano e che guardano ad una vita insieme. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una donna che si da al sesso senza provare dei sentimenti diventa una sgualdrina senza valori, una meretrice indegna di far parte della categoria “Donna”, un animale. Perchè il sesso è un “di più”, perchè l’amore è un’altra cosa. Perchè l’amore è più importante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma chi è che stabilisce cosa viene prima e cosa viene dopo?  Per quale motivo il sesso si spoglia dell’accezione di sporco solo quando in gioco ci sono dei sentimenti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se qualche nostro antenato avesse indicato il sesso come un sentimento oggi questo avrebbe la stessa dignità dell’amore e dell’amicizia. Ci sono amori insani che col tempo diventano ossessioni strazianti che annientano qualsiasi positività, che diventano ordigni. Ci sono amicizie fatte di convenevoli, che ledono qualsiasi valore e che prescindono dal buon senso diventando alibi per ferire il doppio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, invece, esiste il sesso. Quell’atto fisico che trova la sua origine nella parte animale di noi, fisiologica. E’ qualcosa che non ha niente a che fare con i sentimenti eppure spesso è più coinvolgente e forse più nobile proprio perchè viaggia su un altro binario.  Il sesso è sudore, il sesso è un insieme di gemiti, di pulsioni, è un groviglio di arti, è qualcosa che non si riduce ad una danza procreatrice, è una danza è basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quale motivo ci lasciamo condizionare dai preconcetti, dagli stereotipi, dalle definizioni? Perché se una donna va a letto con un uomo al primo appuntamento deve necessariamente essere una senza scrupoli? Chi decide che due persone che si vogliono debbano necessariamente amarsi per condividere la propria intimità?  Perchè abbiamo paura di dichiarare di desiderare senza amare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema è che ci preoccupiamo delle definizioni senza domandarci se esse siano fallaci oppure no. Ci sembra più semplice uniformarci alla massa che ci vuole ancora con l’abito bianco all’altare come nella più bigotta delle province. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bisognerebbe smettere di giudicare gli altri, convivere serenamente con il nostro lato animale senza paletti di nessuna natura. L’amore è un sentimento, il sesso può far parte dell’amore ma esistere anche a prescindere. Siam tutte donne che si depilano prima di uscire a cena al primo appuntamento e fondamentalmente tutte per lo stesso motivo: ci piace essere desiderate e molto spesso ci sentiamo più appagate da un uomo che vuole solo portarci a letto che da un uomo che dice di amarci e poi non ci desidera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuna nasce santa, per fortuna.&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/36316851175</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/36316851175</guid><pubDate>Fri, 23 Nov 2012 03:56:48 +0100</pubDate><category>sesso</category><category>sentimenti</category><category>rapporti</category><category>coinvolgimento</category><category>donne</category><category>uomini</category><category>etichette</category></item><item><title>Arriva che non te ne accorgi, ti volti ed è di fronte a te, ti...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mdkygd0Net1qjvbtko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Arriva che non te ne accorgi, ti volti ed è di fronte a te, ti guarda come fossi l’unica donna al mondo. Arriva che sei incantata a guardare altro con gli occhi pieni di lacrime e il cuore a pezzi. Ti travolge, ti scoppia nello stomaco e ti abbraccia così forte che non respiri più del tuo respiro ma del vostro. Ti parla all’orecchio, cancella le tue parole, il tempo e annulla lo spazio. Si prende il tuo pudore, i tuoi freni inibitori e ti fa passare la fame. Sono mille fili di capelli, sono labbra nuove e un nuovo odore. È un nuovo uomo sbagliato che decide di piombare nella tua vita un giovedì a caso, e’ un nuovo amore di ventiquattro ore che in un istante ti restituisce i tuoi quindici anni andati come se li avesse in tasca. Gli anni dell’incoscienza, dei sussulti, delle emozioni forti per un bacio a labbra serrate dietro la scuola. Gli anni del “non mi importa, stringimi forte e non andare via.”&lt;/p&gt;</description><link>http://mformirror.tumblr.com/post/35837093426</link><guid>http://mformirror.tumblr.com/post/35837093426</guid><pubDate>Fri, 16 Nov 2012 13:24:00 +0100</pubDate><category>sentimenti</category><category>flirt</category><category>emozioni</category><category>sbandate</category></item></channel></rss>
